Un po’ di storia personale
Per molti anni ho svolto in Italia attività medica e nutrizionale (oltre ad essere laureato in Medicina e Chirurgia ho anche una precedente laurea in Scienze Agrarie) riguardante tutte le patologie interne croniche e/o metaboliche (tiroide, diabete, sovrappeso/obesità, squilibri endocrini, anoressia, problemi gastroenterici, menopausa, osteoporosi) e mi sono occupato con successo, attraverso il controllo dei sovraccarichi alimentari, di molte malattie allergiche e autoimmuni.
Ho lavorato per anni su problematiche legate alla medicina dello sport sia per avviare al movimento chi non lo pratichi, sia per migliorare le prestazioni di chi già sia sportivo praticante (sono stato in passato agonista di ottimo livello nel mezzofondo, per 10 anni medico responsabile della nazionale italiana maschile e femminile di ultramaratona, e ho seguito atleti di valore nazionale di diverse specialità: dal nuoto al ciclismo, dalla maratona al triathlon).
Ho scritto una trentina di libri di medicina, sport e alimentazione, nonché su tematiche di crescita personale.
Sono presidente di Ampas (associazione italiana dei medici di segnale) e vicepresidente di AMSSI (Associazione medici e sanitari della Svizzera italiana).
MI sono inoltre diplomato in Italia come naturopata, fitoterapeuta e agopuntore. In Svizzera come ipnotista.
Come agronomo mi occupo di formazione verso cure naturali e biologiche del terreno e di fitoalimurgia (piante spontanee commestibili).
Organizzo ogni anno corsi di formazione in Italia e in Svizzera, e a maggio un cammino di gruppo della durata di 5 giorni in Val Mara.
Qualche necessaria premessa
In Canton Ticino non svolgo attività clinica medica ma solo attività di consulenza, o di secondo parere, su tutti i temi a me cari.
Non sono convenzionato con nessuna Cassa Malati.
Lo scopo principale di un incontro nel mio studio è la riprogrammazione di un diverso stile di vita, rivolto al benessere complessivo della persona, migliorando le sue conoscenze sugli alimenti, impostando un piano di movimento fisico adeguato e con grande attenzione all’atteggiamento psicologico generale.
Un primo incontro con me non dura meno di un’ora e mezza o due.
I modi frettolosi, l’ascolto distratto, i tempi brevi, l’ambiente rumoroso, non sono compatibili con un reale e profondo dialogo: l’unico che può portare alla comprensione di un messaggio che richiede un forte cambio nel proprio stile di vita e nelle proprie abitudini.
Nel bellissimo romanzo “Medicus” di Noah Gordon, ambientato intorno all’undicesimo secolo, il grande maestro persiano Ibn Sina insegna ai suoi studenti, ogni volta che si avvicinano al letto di un malato, dopo essersi presentati, a chiedere educatamente il permesso di poterlo curare. Forse un’esagerazione storica ma certo una grande lezione.
Anche nel mio caso, chi si presenta al colloquio con me dovrà essere già ben disposto ad un cambio di abitudini che potrebbe non essere facile.
Come si svolge una mia consulenza in presenza
Prima il colloquio
La prima fase prevede innanzitutto l’ascolto.
È doveroso annotare i punti più importanti di quanto descritto (che possono tornare utili in fase di revisione), ed è anche importante lasciar parlare senza interrompere troppo spesso se non per i necessari chiarimenti.
In questa fase acquisisco alcune informazioni preziose: gli eventuali disagi in essere, i farmaci in uso, eventuali allergie, gli esami del sangue disponibili, la familiarità (predisposizioni). Indago le abitudini più comuni riguardo ad alimentazione, fumo, alcol, sonno, movimento fisico.
Sull’alimentazione occorre essere molto dettagliati, ricordando che i pazienti tendono spontaneamente a omettere gli “sgarri”, descrivendo invece pranzi ordinari con primo, secondo, contorno e frutta.
Chi acquisti al supermercato le cassette di gelato, i superalcolici e le confezioni da 12 di bibite zuccherate resta un mistero. Entro dunque nel dettaglio, indagando anche sull’abitudine a idratarsi correttamente (il non bere è spesso causa di microcalcoli o renella) e sulle eventuali sensazioni di fame fuori dai pasti (segno sempre di insufficiente apporto calorico o di squilibrio glicemico).
Si tratta insomma di una rieducazione alimentare generale per favorire comportamenti salutari e limitare il consumo di cibi industriali o ultraprocessati.
Terminata questa fase si passa alla consulenza vera e propria.
Non è pensabile iniziare questo percorso senza prima aver completato una seria indagine.
Il controllo della composizione corporea
Il controllo della composizione corporea avviene tramite bioimpedenziometria. Questo test, della durata di pochi minuti (che si effettua con un dispositivo non medico), è di grande utilità per chiunque si occupi, a qualunque titolo, di benessere. Non è infatti pensabile che ancora oggi ci si limiti, nel monitorare i cambiamenti di composizione corporea di un individuo, a metodi primitivi come il semplice controllo del peso o del BMI.
Mai come in questo campo è importante la precisione del dato biologico.
Quando ci si trova ad analizzare per la prima volta la struttura fisica di un individuo, si ha la necessità di quantificare con precisione la sua composizione corporea in termini di massa muscolare, massa grassa, idratazione. Questo controllo è particolarmente importante, e lo si ottiene tramite un esame detto bioimpedenziometria, che usa appunto l’impedenza per ottenere i dati biologici ricercati.
Risulta particolarmente importante analizzare la composizione corporea ogniqualvolta ci si proponga un intervento correttivo sullo stile di vita. Come giudicare infatti un calo di peso (o un analogo incremento), senza sapere che cosa si è perso e cosa invece guadagnato?
Credo che un gran numero di consigli oggi di moda o commerciali, si scioglierebbero come neve al sole se un’affidabile bioimpedenziometria indicasse con chiarezza cosa si è perso e cosa guadagnato. Chi segue come unica strada di cambiamento la restrizione calorica, farà bene a controllare cosa succede alla massa muscolare: può essere che scopra che i kg persi sono solo di prezioso muscolo, mentre il grasso è sempre lì, senza alcuna intenzione di andarsene.
Analisi dei valori bioimpedenziometrici
Finalmente, esperita la fase di raccolta informazioni con tutti gli strumenti a nostra disposizione, incomincia la parte delle spiegazioni, che dovrà essere ponderata in funzione delle esigenze dell’individuo.
Vi sono tuttavia alcuni passi che è importante non trascurare, e di solito il primo che affronto è la spiegazione dei valori riscontrati alla bioimpedenziometria. In pratica confronto i valori rilevati nei tre compartimenti con dei valori da me ritenuti ottimali, e con un minimo di calcolo definisco i potenziali punti di arrivo dopo un completo riequilibrio.
Si badi che non è tempo sprecato, ma utile a definire alcuni punti importanti. Il primo è far capire che a quei punti d’arrivo, seppur lentamente, ci si può arrivare. Non è un dato scontato.
Il secondo punto riguarda invece il fatto che mentre esistono valori ideali (o meglio range ideali) per la quantità di grasso e per il livello di idratazione, per il muscolo esistono invece solo valori minimi accettabili: tutto quello che viene in più è un ottimo segno di vitalità ipotalamica e di salute. Il corpo infatti si rifiuta di produrre nuovo muscolo se si trova in stato di denutrizione, di infiammazione, di intossicazione in genere. Il fatto che vi sia abbondanza di massa muscolare dunque spesso significa ottimo funzionamento degli assi ormonali coinvolti e alta spesa metabolica: un’ottima base di partenza.
Da queste considerazioni si evince il fatto che un “peso ideale” per un individuo non esiste. Vi sarà infatti sempre uno stato di composizione corporea che possa essere migliorato aggiungendo muscolo.
È quindi evidente l’immenso valore di poter quantificare separatamente le tre componenti di grasso, muscolo e acqua, per poter consigliare un regime adeguato. In assenza di una tale rilevazione, come potremo dire se sta applicando i principi acquisiti con la consulenza, o meno?
Sembra tutto ovvio e ragionevole. Ma allora perché nell’ultimo mezzo secolo non si è fatto altro che parlare di “peso” in genere (senza distinguere tra grasso, muscolo e acqua), con l’esito scontato di far sembrare efficaci i regimi ipocalorici, che tutti sappiamo invece generare perdita di peso a carico prevalentemente della massa muscolare?
Stimolare al cambiamento
Completata dunque la fase di spiegazione degli esiti della bioimpedenziometria, e riviste insieme le principali criticità emerse dal colloquio, si passa alla fase costruttiva dell’incontro. Qui, preso atto delle specifiche problematiche, cerco di far comprendere a fondo i concetti di un’alimentazione di segnale (cibi sani, freschi, variati, biologici, non processati) per applicarli alla specifica situazione, enfatizzando gli aspetti più individualmente rilevanti.
Andrà inoltre reimpostata verso la quotidianità l’abitudine al movimento fisico, che deve essere prescritto in modo preciso sia da un punto di vista qualitativo che quantitativo. Abbozzare in fine incontro un vago “veda di fare anche un po’ di sport” è ridicolo, e sminuisce il valore dell’attività fisica.
Anche da un punto di vista psicologico dovrà essere scandagliata la situazione personale. Il cliente dovrà essere mentalmente pronto a cambiamenti importanti in pochi mesi, che non mancheranno di impattare su ogni aspetto della sua vita personale e di relazione.
Lo stimolo al cambiamento è uno dei punti forti del colloquio, e se il cliente esce poco convinto, dubbioso, non disposto a rinunciare alle sue abitudini, abbiamo già fallito prima ancora di incominciare.
Ecco perché è importante, da subito, creare una relazione di dialogo e fiducia che porterà sempre a buoni risultati.
Il riequilibrio tra psiche, alimentazione e stile di vita lavora sempre su più piani e mai su uno soltanto.
A un primo incontro possono seguirne altri in cui l’attitudine del cliente verso un graduale cambiamento di stile di vita viene monitorata, applicando gli eventuali necessari correttivi.
Dettagli sulla consulenza
Luogo: Mendrisio, in Canton Ticino (CH).
Orientativamente, le disponibilità sono circa a 1-2 mesi dalla data di prenotazione.
La prima consulenza in presenza può durare fino a due ore, se particolarmente complessa, e ha il costo di 385 CHF, inclusa bioimpedenziometria.
Eventuali successivi controlli, sempre con bioimpedenziometria inclusa, costano 215 CHF.
Per chi fosse interessato al test QuASA per il controllo delle proprie food sensitivities, è possibile fissare un incontro con Lyda Bottino, o aggiungere il costo del test (50 CHF) al costo della mia consulenza base.
Sarà sicuramente raccomandato nella consulenza (o successivamente alla stessa) il poter disporre almeno di un testo base sull’alimentazione di segnale.
Si segnala che la fattura del servizio verrà emessa dalla società svizzera NutriStile Sagl e che pertanto:
– Per i clienti italiani non sarà scaricabile come fattura medica.
– Per i clienti svizzeri non rientrerà in alcuna convenzione di cassa malati.
Il servizio può essere invece interamente scaricato da qualunque partita IVA italiana o svizzera.